Il Mugello ha visto scriversi alcune delle pagine più gloriose del motociclismo mondiale, ma la domenica di ieri merita un capitolo a parte. Davanti a una folla oceanica da record, Marco Bezzecchi ha realizzato il sogno di una vita: vincere il Gran Premio d’Italia in sella a una moto italiana. Una cavalcata trionfale che, unita al secondo posto di Jorge Martin, regala all’Aprilia una storica doppietta sulla pista che per anni è stata il feudo della Ducati.
Bezzecchi imperiale e il dominio di Noale
Scattato benissimo dalla pole, Bezzecchi ha dovuto cedere solo momentaneamente il passo a Martin, prima di riprendersi la leadership al quarto giro alla staccata della San Donato. Da quel momento, il “Bez” ha imposto un ritmo martellante, allungando nel finale e gestendo un margine di sicurezza che gli permette di volare a +17 punti in classifica generale sul compagno di marca.

(NdR: Espugnare il Mugello con una doppietta è la definitiva consacrazione del progetto RS-GP. Fino allo scorso anno, la pista toscana richiedeva quel compromesso tra stabilità e potenza che solo la Ducati sembrava possedere. Oggi, il bilanciamento ciclistico dell’Aprilia permette traiettorie che la concorrenza può solo guardare da dietro).
Il cuore di Pecco e quei 34 millesimi di orgoglio
Se davanti l’Aprilia ha fatto il vuoto, alle loro spalle si è consumato un dramma sportivo di rara intensità. Francesco Bagnaia, scattato forte ma scivolato indietro nelle prime fasi, ha risalito la china fino alla terza posizione, dovendo però fare i conti nel finale con l’usura delle gomme e il ritorno furioso di Ai Ogura (Trackhouse).

Il pilota giapponese, risalito dalla tredicesima casella, ha tentato il tutto per tutto all’ultimo giro infilando la sua Aprilia all’interno della Bucine. Ma il tre volte vincitore del Mugello ha risposto da campione: un incrocio di traiettoria millimetrico all’uscita della curva e una volata sul rettilineo d’arrivo risolta a favore di Bagnaia per soli 0.034 secondi. Un terzo posto che per la Ducati Lenovo sa di liberazione.
Il ritorno record di Marc Marquez
Menzione d’onore per Marc Marquez (7°). A soli quattordici giorni dall’infortunio al piede a Barcellona e dall’operazione alla spalla destra, lo spagnolo ha stretto i denti portando a termine una gara solida, a ridosso di Pedro Acosta (6°) condizionato nel finale da una carenata di troppo proprio con Ogura.
(NdR: Ciò che sta facendo Marquez dal punto di vista fisico va oltre la scienza medica. Correre al Mugello, una delle piste più fisiche del mondiale, con i postumi di una doppia operazione recente e chiudere nei primi dieci è la dimostrazione della determinazione d’acciaio del numero 93).
Il mondiale si prende ora una brevissima pausa prima di volare in Ungheria. Bezzecchi scappa, l’Aprilia domina, ma la Ducati ha dimostrato con Bagnaia di non essere ancora pronta a cedere le armi.
Ordine d’Arrivo | GP Italia (Mugello) 2026
| Pos. | Pilota | Team (Moto) |
|---|---|---|
| 1 | Marco Bezzecchi | Aprilia Racing |
| 2 | Jorge Martin | Aprilia Racing |
| 3 | Francesco Bagnaia | Ducati Lenovo |
| 4 | Ai Ogura | Trackhouse (Aprilia) |
| 5 | F. Di Giannantonio | VR46 (Ducati) |
| DNF: Raul Fernandez (out), Fabio Di Giannantonio (P5), Marc Marquez (P7) | ||
