Quando ho visto le prime foto della Ducati Formula 73, ammetto di aver avuto un sussulto. Quei colori – l’argento e quel verde acqua così particolare – non sono solo vernice: sono un pezzo di cuore di chiunque sia cresciuto a pane e desmodromico.

Celebrare il centenario di Borgo Panigale con un tributo alla 750 Super Sport di Paul Smart è un’iniziativa che va applaudita. Però, una volta svanito l’effetto estetico, mi sono fermato a riflettere su cosa significhi oggi quel nome.

Il salto di rango: dalla pista al lifestyle

La 750 SS Desmo originale del 1973 era “La Moto”. Era l’equivalente di ciò che oggi rappresentano la Panigale V4 R o la Superleggera: un oggetto d’élite nato per dominare le corse. La Formula 73, invece, nasce sulla base della Scrambler 800. Una moto splendida e divertente, ma che occupa un gradino diverso nella gerarchia del mercato attuale.

Vedere i colori di una leggenda da gara su una Urban Café Racer fa un effetto strano: il rango è cambiato, ma il fascino resta intatto.

Il paradosso della purezza tecnica

Eppure, qui scatta il paradosso. In un listino Ducati dominato da motori V4 e telai monoscocca, lo Scrambler è rimasto l’ultimo baluardo della tradizione. Il motore Desmodue raffreddato ad aria e il telaio a traliccio in acciaio sono tecnicamente molto più vicini alla storia del marchio di quanto non lo siano le ammiraglie tecnologiche attuali.

(NdR: È ironico pensare che per ritrovare la configurazione tecnica originale – aria, due valvole e tubi d’acciaio – oggi si debba guardare alla gamma lifestyle).

Sognando una serie limitata

La Formula 73 è un’operazione magnifica che incarna l’anima storica di Ducati meglio di qualunque altra moto in gamma. Tuttavia, guardandola, viene naturale pensare a una futura serie limitata con questo tipo di motore e di telaio, ma in una configurazione davvero sportiva: una ciclistica affilata e specialistica per esaltare quel bicilindrico.

È un’opinione, e forse un desiderio, che probabilmente non è solo mio, ma di molti che vorrebbero sentire di nuovo quel sapore di “200 Miglia”. Per ora, ci godiamo questa splendida Café Racer: una moto che sa ancora parlare di storia con onestà tecnica.

Il nostro articolo sulla Ducati Formula 73

Di Sal

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