Dimenticate l’etichetta “entry level”. Con l’aggiornamento 2026, Triumph ha deciso di togliere i guanti di velluto alle sue medie cilindrate, trasformando la Trident 660 e la Tiger Sport 660 in moto decisamente più mature, potenti e tecnologicamente avanzate.

Triumph Tiger Sport 660 Trdent 2026

La notizia non è un semplice restyling di colori: a Hinckley hanno messo mano pesantemente alla meccanica e all’elettronica. Il risultato? Due moto che ora guardano le concorrenti giapponesi dall’alto in basso, forti di una scheda tecnica che, fino a ieri, apparteneva a segmenti superiori.

Motore: la cura vitaminica dei 3 corpi farfallati

Il cuore della rivoluzione è il tre cilindri da 660 cc. Se la versione precedente si fermava a 81 CV, quella del 2026 sprigiona ben 95 CV a 11.250 giri/min. Un balzo di 14 cavalli che non arriva da una semplice rimappatura, ma da un intervento ingegneristico profondo: Triumph ha sostituito il corpo farfallato singolo con tre corpi farfallati indipendenti da 44 mm e ha maggiorato l’airbox.

(NdR: Questa scelta tecnica cambia tutto. Avere un corpo farfallato per cilindro significa una risposta al gas molto più diretta e “affilata”, tipica delle sportive vere. Inoltre, raggiungere i 95 CV è una mossa strategica perfetta: è il limite massimo consentito per poter depotenziare la moto a 35 kW per la patente A2. Triumph offre quindi il massimo delle prestazioni possibili per la categoria, senza tagliare fuori i neopatentati).

La coppia resta solida (68 Nm), ma il limitatore è stato spostato in alto di 1.250 giri (ora a 12.650), promettendo un allungo entusiasmante che prima mancava.

Elettronica da “grande”: la dotazione di serie che spiazza la concorrenza

Dove Triumph ha davvero alzato l’asticella è nella dotazione standard. Su moto di questa fascia di prezzo (sotto i 10.000 euro) eravamo abituati a vedere controlli di trazione basilari. Le nuove 660, invece, montano di serie una Piattaforma Inerziale (IMU) a 6 assi.
Questo significa avere Cornering ABS e Cornering Traction Control, sistemi che “sentono” l’angolo di piega e intervengono con precisione chirurgica. Ma non basta: di serie troviamo ora anche il cambio elettronico Triumph Shift Assist (bidirezionale), il Cruise Control e la connettività MyTriumph. È un pacchetto che molte concorrenti offrono solo come optional costosi, o non offrono affatto.

Trident 660: più cattiva e precisa

La naked britannica guadagna un look più muscoloso, con un serbatoio ridisegnato per accogliere meglio le gambe. Ma la novità più gradita a chi guida allegro è il nuovo monoammortizzatore Showa aggiornato, ora regolabile anche nel ritorno idraulico (oltre al precarico), abbinato alla forcella SFF-BP. Con un peso di soli 195 kg in ordine di marcia, la Trident promette di essere una lama nel misto stretto.

Tiger Sport 660: pronta per viaggiare davvero

La crossover sportiva risolve l’unico vero limite della versione precedente: l’autonomia. Il serbatoio cresce fino a 18,6 litri, garantendo percorrenze degne di una tourer. Anche qui troviamo le sospensioni Showa (con escursione di 150 mm) e il comodo pomello remoto per precaricare il mono quando si carica il passeggero o le valigie. Le carenature riviste offrono più protezione aerodinamica, rendendola una compagna ideale per il turismo a medio raggio.

Prezzi e disponibilità

Le nuove Triumph arriveranno nelle concessionarie a marzo 2026.
Il listino parte da € 8.795 f.c. per la Trident 660 e da € 9.795 f.c. per la Tiger Sport 660. Prezzi che, considerando l’iniezione di cavalli e soprattutto la ricchissima dotazione elettronica di serie, le rendono due delle proposte più competitive dell’intero mercato.


Scheda in Sintesi: Novità Triumph 660 MY2026

Motore3 Cilindri 660cc, nuovi corpi farfallati tripli
Potenza95 CV (+14 CV) – Depotenziabile A2
Elettronica di SerieIMU 6 assi, Cornering ABS/TC, Quickshifter, Cruise Control
Novità TridentMono Showa regolabile, Design rivisto
Novità Tiger SportSerbatoio 18,6 litri, Carene protettive
Prezzi (f.c.)Trident: € 8.795
Tiger Sport: € 9.795
DisponibilitàMarzo 2026

Di Sal

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