Il sole tramonta su Sepang e il primo vero verdetto del 2026 ha un colore preciso: l’azzurro opaco del team Gresini. Alex Marquez lascia la Malesia con il miglior tempo assoluto (1’56.402) e la consapevolezza di essere l’uomo da battere su questo tracciato, dove aveva già trionfato nel GP dello scorso anno. Ma se il cronometro sorride al numero 73, scavando nei dati emergono sfide incrociate che accenderanno il mondiale.
Alex Marquez: padrone di Sepang

Non è solo il “time attack” a impressionare. Alex Marquez si è preso anche la palma del migliore nella simulazione Sprint, martellando per 10 giri con una media di 1’58.027. Una dimostrazione di forza che certifica l’ottimo lavoro svolto sulla Ducati GP (specifica satellite) del team faentino.
Alle sue spalle, però, c’è un Marco Bezzecchi in formato “BEZness”.

Il pilota Aprilia, chiamato a guidare lo sviluppo vista l’assenza di Jorge Martin, ha piazzato la RS-GP al secondo posto provando soluzioni aerodinamiche innovative al codone. Per la Casa di Noale, essere così competitivi su una pista storicamente “nemica” è il miglior segnale possibile. Terzo un solido Fabio Di Giannantonio (VR46), a completare un podio virtuale tutto italiano (di team o pilota).
Casa Ducati: Pecco batte Marc sul ritmo
Nel box ufficiale Ducati Lenovo, i riflettori erano puntati sul confronto tra i due titani. Marc Marquez (4° combinato) ha lavorato sodo comparando i pacchetti aerodinamici 2025 e 2026, incappando anche nella prima scivolata stagionale alla Curva 1.

Ma la notizia vera arriva dall’altra parte del garage: Francesco Bagnaia (6° assoluto) si è detto molto più a suo agio rispetto al GP di ottobre.

E i numeri gli danno ragione: nella simulazione di gara Sprint, Pecco ha tenuto un passo medio migliore del compagno di squadra Marc. Un segnale chiaro: sul giro secco si può limare, ma sul passo gara il campione italiano c’è eccome.
Honda cresce, Yamaha soffre (soprattutto Pramac)
Sorrisi a metà in casa Honda. Joan Mir chiude con un ottimo 5° posto nella combinata (dopo essere stato leader nel Day 2), confermando che il nuovo motore 2026 ha fatto un passo avanti. Tuttavia, il calo di grip dell’ultimo giorno ha evidenziato ancora qualche limite della RC213V.

Sospiro di sollievo per Yamaha, che dopo aver perso il Day 2 per problemi tecnici, è tornata in pista grazie al lavoro notturno tra Giappone e Italia.

Alex Rins (14°) è il migliore delle M1, mentre il team Pramac fatica: Jack Miller è 18° e il rookie Toprak Razgatlioglu chiude 19°, ancora alle prese con l’adattamento alla MotoGP. Per il turco la strada sembra ancora in salita.
KTM piazza Pedro Acosta e Maverick Viñales in 8^ e 9^ posizione, separati da un nulla (0.010s), con “Top Gun” che sembra aver già trovato il suo setup base ideale.

Ora smoking e abiti da sera per il lancio ufficiale della stagione a Kuala Lumpur, poi testa bassa verso Buriram tra due settimane per l’ultimo esame prima del via.
Scheda in Sintesi: Test Sepang Day 3 (Combinata)
| 1. Alex Marquez | Gresini Racing (Ducati) – 1’56.402 |
| 2. Marco Bezzecchi | Aprilia Racing |
| 3. F. Di Giannantonio | VR46 Racing Team (Ducati) |
| 4. Marc Marquez | Ducati Lenovo Team |
| 5. Joan Mir | Honda HRC |
| Simulazione Sprint | Best Pace: Alex Marquez (1’58.027 media) |
| Yamaha Pramac | 18° Miller, 19° Toprak (Rookie) |
